La violenza sottile. Una riflessione.

di Antonello Carusi

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“Io, Pierre Rivière, avendo sgozzato mia
madre, mia sorella e mio fratello…”

È l’incipit della celeberrima “memoria” con cui un giovane contadino del Calvados, nella Francia del nord, consegnerà ai posteri la testimonianza di un efferato pluri-omicidio, consumatosi in un giorno di giugno nel 1835 nell’area rurale che si estende nelle vicinanze della città di Caen.  Continua a leggere

Fantasmi e silenzi: segreti di famiglia.

di Luigi Santoro

Tutti gli esseri umani hanno tre vite: pubblica, privata e segreta.

(Gabriel García Márquez)

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Shhh… E ascoltate nel silenzio quanti rumori si celano. Sussurri, bisbigli, segreti.

Come una linea di demarcazione tra interno e esterno, tra chi sa e chi non sa, il segreto stabilisce un limite, delimita un territorio, uno spazio “transizionale interno”, necessario alla facoltà e capacità di creare i propri pensieri. I segreti si pongono come «garanti della nostra intimità, testimoni dei nostri limiti, fatti della stessa sostanza dell’Io. Poiché non c’è Io che tenga senza che tenga i suoi segreti. (Racamier, 1995, 110-111)  Continua a leggere

L’orecchino

di Claudio Merini

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Delusione, sorgente limpida e lenta della malinconia,

quante volte mi hai dissetato tra i miraggi di questo deserto!

 

– Ieri sono stata molto male… Ho fatto una cosa che non dovevo fare. Lo sapevo, ma l’ho fatta lo stesso.

(Silenzio)

– Rimettendo a posto il ripostiglio, ho trovato quella borsa. Anni fa l’avevo nascosta lì. Non me ne ricordavo più… Però era chiusa a chiave. Sa, quelle borse da ufficio che hanno una serratura. Era ricoperta dalla polvere. Quando l’ho vista ho avuto un tuffo al cuore… Continua a leggere

Il pollice paterno, “Nahrungseinfuhr ” di un’adolescente anoressica[1]

di Jean-Luc Vannier

traduzione di Donatello Giannino

Dieting.

The grain of truth contained in this fantasy lies in the fact that the father has actually, by his innocent caresses, aroused the sexuality of the little girl during the infancy.” Sigmund Freud[2]

 

Quando entra nella sala d’attesa con i suoi genitori, la ragazza di quindici anni, la chiameremo Isabella, offre un forte contrasto: da un lato, un corpo fragile, una pelle pallida, nonostante i colori portati dal sole estivo. D’altra parte, l’intensità, per non dire la durezza dello sguardo. Sotto la vigile attenzione della ragazza, la madre spiega: “Questo appuntamento è su richiesta di mia figlia” l’appuntamento è stato preso dopo che quest’ultima ha riconosciuto che “tutti i suoi problemi sono sfuggiti al suo controllo”.  Continua a leggere

Improvvisazioni guidate ad arte. Intervista con contrattempo a Laura Grignoli.

di Salvatore Agresta

immagine Artelieu

            Schiacciati dal dominio della parola-strumento, troppo spesso confusa col linguaggio (e con i suoi svariati registri). Questa consapevolezza da tempo accompagna la mia partecipazione all’avventura di Impronte. Gli amici e colleghi della redazione, chi più chi meno, mi sembrano condividere la sensazione da “vestito troppo stretto” di una psicoterapia professionalizzata, standardizzata e regolamentata come una qualsiasi altra tecnica d’apparato, attività ove regna la parola-strumento che si vuole efficace, efficiente, rispondente, risolutrice (“parole sante…”).  Continua a leggere

Il lutto bianco della relazione: il difficile viaggio del familiare di un paziente affetto da demenza di Alzheimer.

di Alessandra Mosca e Donatello Giannino

immagine Mosca Giannino

L’arte di perdere non è difficile da imparare; così tante cose sembrano pervase dall’intenzione di essere perdute, che la loro perdita non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta il turbamento delle chiavi perdute, dell’ora sprecata. …

L’arte di perdere non è difficile da imparare. … Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).

Questa è la prova. È evidente, l’arte di perdere non è difficile da imparare, benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro.

Elisabeth Bishop Continua a leggere

Segreti con i denti

di Dana Vanni

 immagine Vanni 2Questo è il nostro segreto profondo/ radice di tutte le radici/ germoglio di tutti i germogli/ e cielo dei cieli/ di un albero chiamato vita,/ che cresce più alto/ di quanto l’anima spera,/ e la mente nasconde.

(Edward Estlin Cummings)

Utilizzo le parole di Cummings per indagare la linea sottilissima che divide il segreto della vita dal segreto, ben più pericoloso, della morte. Continua a leggere