L’importanza della relazione: considerazioni sul film “Basta Guardare il Cielo”.

di Donatello Giannino

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Trama: Basta guardare il cielo è film del 1998, tratto dal romanzo omonimo di Rodman Philbrick, racconta la storia di due ragazzi che traendo ispirazione dalle avventure di Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, intraprendono un viaggio alla scoperta dell’amicizia. I due ragazzi sono Kevin e Max, il primo è esile, basso con una patologia degenerativa importante, ma con una intelligenza fuori dal comune, il secondo è alto e grosso, classificato a scuola come lento nell’apprendimento. Kevin vive con sua madre ed è senza padre, Max vive con i nonni a cui è stato affidato in seguito all’arresto del padre accusato dell’omicidio della moglie, madre di Max. Ciò che li accomuna è l’essere stati da sempre degli esclusi, emarginati e presi di mira dai compagni della scuola. Continua a leggere

Il familiare e il perturbante in Funny Games

di Chiara Conti e Donatello Giannino 

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L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(Italo Calvino, Le città invisibili)

 

Ad introdurre il termine perturbante in ambito psicologico fu Jentsch (1906), il quale attribuiva a tale concetto quella reazione che si è soliti provare dinanzi a ciò che è nuovo, insolito, inconsueto. Freud (1919) riprende tale concettualizzazione e tenta di sistematizzarla attraverso le nuove intuizioni che in quel periodo stava sviluppando. Continua a leggere

La grande bellezza del cinema

di Donatello Giannino

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Il film crea una realtà percettiva propria, su uno schermo che si sovrappone alla realtà “naturale” dell’esperienza abituale, nascondendola e addirittura sospendendola temporaneamente (Petrella, 2009)

Vincitore agli ultimi Golden Globe come miglior film straniero, La Grande Bellezza (2013) di Paolo Sorrentino come un fiume in piena inonda lo spettatore di immagini, scene, frammenti di una esistenza effimera, fatua, ingannevole, amorale, vuota. Continua a leggere