Dal seno al sogno attraverso l’illusione

di Valentina Pieramico

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“Sognai che eravamo a Londra, nel nostro negozio preferito, dove c’era una scalinata circolare che collegava i vari piani. Correvamo su e giù per queste scale afferrando delle cose qua e là per farne dei regali di Natale ai nostri amici. Ce la spassavamo un mondo, sapendo che, come al solito, avremmo finito per tenere la maggior parte delle cose per noi. Improvvisamente, mi resi conto che Donald era vivo e pensai con sollievo: “Ora non mi dovrò più preoccupare per i biglietti di Natale! Poi stavamo seduti al ristorante, bevendo il caffè del mattino, come al solito (in effetti andavamo sempre a prendere il caffè al bar la mattina del sabato). Stavamo uno di fronte all’altra con i gomiti sul tavolo, quando io lo guardai dritto in faccia e gli dissi: “Donald, c’è qualcosa che dobbiamo dirci, qualche verità che dobbiamo dire. Che cos’è?” Con i suoi occhi azzurrissimi fissi nei miei, disse: “Che questo è un sogno”. Io risposi lentamente: “Ma sì, certo, tu sei morto. Sei morto un anno fa”. Ripeté le mie parole: “Sì, sono morto un anno fa”.
Fu con questo sogno di gioco che riuscii a sperimentare la vita e la morte, la sua e la mia, come una realtà” (Winnicott, 1995, p. 26).  Clare Winnicott
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Il familiare e il perturbante in Funny Games

di Chiara Conti e Donatello Giannino 

immagine Conti Giannino

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

(Italo Calvino, Le città invisibili)

 

Ad introdurre il termine perturbante in ambito psicologico fu Jentsch (1906), il quale attribuiva a tale concetto quella reazione che si è soliti provare dinanzi a ciò che è nuovo, insolito, inconsueto. Freud (1919) riprende tale concettualizzazione e tenta di sistematizzarla attraverso le nuove intuizioni che in quel periodo stava sviluppando. Continua a leggere

Il corpo e la casa

di Tiziana Sola

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“…uno le case può venderle o cederle ad altri finchè vuole, ma le conserva ugualmente per sempre dentro di sé”

                                                       (N. Ginsburg, “La città e la casa”, 1984).

 

Ad una mostra sullo Yemen (“Nel paese della Regina di Saba” – Roma) in un silenzio ovattato, trasfigurato nelle immagini che ritraggono superbamente il profilo di una cultura affascinante e al contempo inquietante, colgo una frase che introduce gli usi e costumi relativi alla casa e agli ambienti interni. Questa: “Edificate con l’immaginazione il vostro riparo nel deserto prima di costruire una casa dentro le mura di una città… La vostra casa è il vostro corpo ingrandito” (K.Gibran, Il profeta, 1923). Continua a leggere

Il giocatore

di Claudio Merini

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Il linguaggio è un traditore, un agente segreto doppiogiochista che scivola inavvertito tra un confine e l’altro nel cuore della notte.

(Jonathan Coe)

 

Il sole si è insinuato tra le nuvole e improvvisamente i raggi hanno fatto irruzione nella stanza, andando a posarsi sul corpo dell’uomo steso sul lettino.

– Ecco, baciato dal sole… Un colpo di fortuna è proprio così: ti tocca quando meno te lo aspetti e ti senti felice come un bambino che ha appena ricevuto un dono inaspettato. Si tenta la sorte per tornare a provare le emozioni dell’infanzia. Questi raggi che mi sono piovuti addosso forse sono il presagio di un evento buono nella mia giornata d’azzardo… Lei non crede a queste cose, vero? Continua a leggere

Sulla utilità di una pratica flessibile in psicoterapia

flessibilitaCome si possa far passare un messaggio selezionando accuratamente quali opere di un autore divulgare oppure no, l’ho imparato un po’ alla volta. Sto parlando di Freud e della sua opera; di come i suoi successori, allievi e familiari, abbiano costruito un’ortodossia che ancora oggi tenta di preservare se stessa nascondendo, o ignorando più probabilmente, alcuni degli scritti del padre della psicoanalisi e della psicoterapia in genere. Continua a leggere

L’arte della risonanza nel “bicordo analitico”

di Monia Paolilli

immagine Paolilli

…Ciò che c’è di meraviglioso nella musica di Mozart è che “la risonanza” che viene dopo è ancora di Mozart; così come ciò che c’è di meraviglioso nella musicalità dell’Analisi è che “la risonanza” che viene dopo è ancora dell’Analisi. Così come la musica gioca con la risonanza, Analista e Analizzando giocano anch’essi in uno scambio creativo e ri-suonante dando forma al loro personale ed unico “Bicordo Analitico”..

                                                                                                 (Gustav Mahler)

 C’è un passo di Freud nel saggio Psicoterapia, che sorprende per un fugace riferimento alla musica “Lo strumento psichico non è affatto facile da suonare”. Continua a leggere

Il misantropo

di Claudio Merini

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La ragione vince sempre le scaramucce, ma mai una battaglia che conti.

(Qui pro quo, Gesualdo Bufalino)

 

– Ma ha visto l’ultimo sondaggio elettorale, quello che dà la Lega al 32 e mezzo per cento?

(Silenzio)

– Perché non mi risponde?

– Pensavo fosse una domanda retorica e aspettavo che aggiungesse qualcosa.

– Beh, quello che c’è da aggiungere è che gli italiani si sono bevuti il cervello. Ho visto un filmato della visita di Salvini a Viterbo in mezzo a due ali di folla osannanti, accolto come fosse il salvatore della patria. Roba da rabbrividire. Fino a poco tempo fa la Lega a Viterbo prendeva meno dell’uno per cento. Incredibile. Continua a leggere

Bella dormiente

di Irene Giancristofaro

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La dottoressa V. chiuse la porta del suo studio al termine dell’ultima seduta della settimana. Era stanca. È faticoso lavorare con chi ha affidato la propria esistenza ai disordinati sogni degli altri. In quel tardo pomeriggio di maggio si accomodò sulla poltroncina rossa davanti alla finestra del suo studio e ascoltò il silenzio. Continua a leggere

Tracciare i confini nelle istituzioni

di Raffaella Antonucci

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Il modello di consultazione psicoanalitica presuppone la presenza di un setting interno – inteso come spazio mentale dell’analista – e setting esterno, ovvero lo spazio fisico nel quale avviene l’incontro con il paziente, con le sue regole e il contratto terapeutico. Continua a leggere