Inauguriamo questa raccolta di contributi come si apre uno spazio psichico condiviso: non come semplice successione di testi, ma come campo vivo, attraversato da emozioni che cercano forma. Gli articoli che seguono sono nati nel tempo intenso della giornata inaugurale delle Giornate di Studio dell’APA e portano con sé le tracce di un’esperienza pensata insieme, dove il legame d’amore si è offerto non come tema da definire, ma come forza da attraversare. Amore come tensione verso l’altro, come rischio di trasformazione, come capacità di contenere e di essere contenuti; amore che genera pensiero laddove l’emozione, inizialmente informe, trova una mente disposta ad accoglierla e a restituirla in forma condivisibile. In queste pagine si dispiega un lavoro che non separa affetto e pensiero, ma li tiene in una relazione dinamica, dove ogni contributo diventa gesto di affidamento e atto creativo, invitando il lettore a partecipare a questo processo di continua elaborazione. Prima di entrare nella lettura dei testi, invitiamo il lettore a sostare ancora per un momento in questo spazio condiviso, lasciandosi accompagnare dalle immagini e dalle risonanze del video che segue. Un’introduzione sensibile all’esperienza che ha dato origine a questi contributi, pensata non come semplice premessa, ma come ulteriore apertura emotiva e riflessiva al lavoro che si dispiegherà nelle pagine successive.
L’Amore
Una dichiarazione d’amore
di Claudio Merini

Se ciò che io dico risuona in te, è semplicemente perché siamo entrambi rami di uno stesso albero.
(William Butler Yeats)
Guardo il muro di rampicanti che circonda il giardino, al di là del vetro della porta-finestra. Le piante con la loro apparente imperturbabilità sempre mi consolano e leniscono il disagio d’essere uomo. Da diversi anni costituiscono il paesaggio mio e del paziente sdraiato sul “lettino” davanti a me. Contribuiscono alla cura dell’anima – ne sono convinto. Mettono in contatto con la parte antica del cervello, abituata a muoversi nel mondo vegetale. Continua a leggere
L’amore: tra attori e comparse.
di Sara Ferretti

– Francamente me ne infischio – diceva Rhett Butler (1), quel Rhett che dopo più di tre ore di film faceva commuovere mia madre, che non si arrendeva ad un finale dove non c’era un amore trionfante, dopo ore in cui Rhett e Rossella si rincorrevano, scappavano dalla guerra, prevalevano sulla morte tra mille avventure e disavventure. No, mia madre non si poteva arrendere! Continua a leggere
L’amore per la parola
Intervista a Giuseppe Civitarese
di Maria Paola Ferrigno

Considerando la tua ricca produzione scientifica mi sorge subito una domanda: qual è il lavoro cui sei più legato?
Mi verrebbe da dire quello che sto scrivendo al momento, anche perché quando una cosa è finita è andata, non ti appartiene più, mentre ciò a cui stai lavorando ti cimenta profondamente. In questo periodo sto scrivendo qualcosa sul tema bioniano delle ‘trasformazione in allucinosi’. Continua a leggere
Il perpetuo principiante*

Inizio a scrivere la mia tesi di specializzazione con uno stato d’animo ambiguo, quasi conflittuale. Sarà perché essa rappresenta la chiusura di un percorso, sarà perché era da tanto che aspettavo di iniziare a scriverla, sono allo stesso tempo dispiaciuto e contento. Penso: “Mi toccherà integrare queste emozioni e decidere il piano d’azione”. Già! L’integrazione è stata l’idea che mi ha accompagnato in tutti questi anni di scuola. Integrazione a più livelli: emozionale, comportamentale, concettuale-teorico. Non per niente mi accingo a specializzarmi in psicoterapia umanistica-integrata e mi rendo conto di quanto sia stato fortunato, lungimirante e oculato, quando nel lontano 2006 decisi di presentarmi alla selezione per la scuola quadriennale. Non ero sicuro della mia scelta e avevo paura di non riuscire a superare “l’esame” al quale avrei dovuto sottopormi. Continua a leggere
Di amore e di rivoluzione

di Dana Vanni
L’amore, indagato in ogni sua manifestazione, visibile o invisibile, rimane un elemento indeterminato, ben nascosto nelle pieghe del corpo, per nulla riconducibile a tutti i processi ormai delineati e biologicamente individuati del nostro vivere quotidiano. Attraverso l’utilizzo di valide metafore, l’amore è riuscito a confrontarsi efficacemente con la fame, la sete, la pulsione, la necessità, e con qualunque tematica che presupponga una ricerca. Ricerca, appunto, che indica il cercare di nuovo, macchiandosi di quella urgenza che è riservata alle inchieste cui sono sottoposti quegli oggetti che sono andati perduti. Continua a leggere
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