Odio e vivificatore: un’ipotesi di lavoro.

di David Ventura

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 “Corrompo ma illumino…”

Fernando Pessoa, L’ora del diavolo

 

Pur se siamo in grado di riconoscerlo intuitivamente, una riflessione sulla natura dell’odio equivale ad addentrarsi in un labirinto di specchi per molteplici ragioni. È innanzitutto arduo e penoso confrontarci con quella parte di noi dove alberga l’odio a causa delle copiose connotazioni sociali, morali e religiose che ci inducono a confonderlo con la distruttività e il sadismo, con l’aggressività e la violenza, finanche con il peccato e il male. Continua a leggere

La nostalgia: tra il “mai più” e il “non ancora”.

di Laura Grignoli immagine Grignoli

 Mentre attende alle consuete faccende domestiche, la musica e la voce malinconica di Leonard Cohen scherzano con le emozioni di una matura signora in uno sfalsamento di tempi e di luoghi, dove una ragazza impacciata è alle prese con i suoi problemi giovanili. Ecco il viaggio in treno per il primo lavoro statale a Chioggia. Le immagini di un tempo che fu tornano nitide in una successione montata quasi da uno sceneggiatore da oscar… Continua a leggere

TAGLI sul CORPO, TAGLI su CARTA.

di Ilaria Innocenti

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“Ci sono uomini e donne che sono stati bambini raramente confortati, bambini portati a sentirsi cattivi perché a nessuno sembrava importare di loro. Quello che conoscevano della vita familiare era la paura di essere picchiati, martoriati, abbandonati. Le scottature, le ferite, i lividi col tempo sono guariti. Ma che ne è stato del terrore, della rabbia impotente, del sentirsi traditi proprio dalle persone più importanti? Che ne è stato del bisogno di sentirsi amati, un bisogno così raramente soddisfatto che quando lo era faceva male, perché rimandava alla nostalgia per ciò che sarebbe potuto essere e non è stato? Dove sono finiti tutti questi vissuti? Sono stati capaci, questi uomini e queste donne, di dimenticare i traumi e lasciarsi il proprio dolore alle spalle?”

(De Zulueta, 1999) Continua a leggere

Nostalgia: aspetti nostalgici riparativi del trauma.

di Simonetta Forcini

Quando l’anima fa l’esperienza dell’altrove, raggiunge luoghi ameni e rende il corpo immortale

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…E l’naufragar m’è dolce in questo mare.

(L’infinito, G. Leopardi)

“Primo mattino. Linee di luce si ripetono ordinate trapassando in diagonali parallele l’ombra morbida, uniforme, anonima della quiete. Fuori e al di sopra del mio corpo lo sguardo raggiunge, rimbalza dall’una all’altra. Continua a leggere

Le proprietà immaginali dell’invidia

 

di Riccardo Brignoli

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“Nemica di te stessa, invidia rea,

tu gli animi consumi, 

come ruggine il ferro”.

Pietro Metastasio

 Il poeta latino Ovidio nelle sue Metamorfosi propone una descrizione dell’invidia molto esauriente: “Il pallore le sta steso sul volto, macilenta in tutto il corpo, mai uno sguardo diritto, ha i denti lividi e guasti, il petto verde di fiele, sulla lingua una patina di veleno. Mai un riso, se non suscitato dalla vista del dolore, e neppure conosce il beneficio del sonno, sempre agitata com’è da pensieri che la tengono desta; con dispiacere vede i successi della gente, e al vederli si strugge, e rode gli altri e insieme rode se stessa, e questo è il suo tormento (Ovidio, 1979, p. 85, libro II°, vv. 775-783)”.   Continua a leggere

Femminilità e mascolinità di base. Identità di genere e identità globale.

di Maria Orlandi Scati

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E’ un dato di fatto incontrovertibile che l’essere umano alla nascita sia biologicamente definito dal suo essere uomo o donna. Questa precisa differenziazione fisica tuttavia non trova corrispondenza a livello psichico, nel quale coesistono specifiche potenzialità maschili e femminili, che non equivalgono all’essere uomo o donna. Queste forze dinamiche, femminilità e mascolinità di base, sono attive nell’area entropica (Ferrari, 1998) e costituiscono le fondamenta sulle quali si struttura l’identità dell’individuo. Continua a leggere

Separazione e perdita (come una crepa nel terreno)

di Valentina Orsini

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“E mi sembra che non ci sia più via d’uscita,

 finire in positivo sto percorso

da solo ogni singolo sforzo,

da solo come un orso

incazzato sono magro e dentro grosso”.  

 

La vita di ognuno di noi è costellata da momenti di separazione e perdita. Rappresentano accadimenti che fanno parte di noi, del nostro vivere, sono imprescindibili e non voluti per questo ci fanno stare così male.  Continua a leggere

Il tempo e l’attesa

di Tiziana Sola

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Il tempo dell’adolescenza mi riporta ad una serie di riflessioni che una psicoanalista francese, Colette Chiland, sviluppava qualche anno fa nel suo libro L’entretien clinique (Il colloquio clinico, 1983). Nel capitolo dedicato al colloquio con l’adolescente, ella mette in risalto un aspetto non sufficientemente considerato all’epoca e cioè che l’adolescenza in fondo è il “coronamento” di un’attesa. Continua a leggere

Tra il vuoto e l’eccesso. Il circolo vizioso della bulimia.

di Piero Caporali

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Introduzione

Forse in nessun’altra condizione psichica come quella che si ritrova nella categoria dei disturbi alimentari, purtroppo oggi sempre più attuale, le difficoltà, le alterazioni, le sofferenze della mente finiscono per riversarsi sul corpo in una maniera diretta e spesso drammaticamente evidente come, ad esempio, nelle anoressie estreme. Continua a leggere

Il resto è silenzio

di Irene Giancristofaro

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Mia cara Francesca, 

spero che tu abbia trascorso delle serene vacanze natalizie, malgrado questo sia stato il primo natale senza tuo padre, come lo è stato per me. Soprattutto in momenti come questi, si sente molto la mancanza di coloro che ci hanno lasciato e di qualcosa che non sarà più. Le emozioni e gli stati d’animo che provo al pensiero della scomparsa di mio padre sono ancora molti. Avverto la sensazione di uno strappo. A volte, mi ritrovo ad essere incredula rispetto a tutto ciò che è accaduto solo due mesi fa e mi sembra che lui possa di nuovo rientrare a casa, dopo aver giocato a carte con gli amici. Poi penso ai giorni trascorsi in Hospice… alle attese e alle paure che ho provato e la realtà mi sguarnisce di fantasie. In quel luogo di confine, dove ci si sente fuori dal tempo, ho anche incontrato e perduto delle persone davvero straordinarie. Continua a leggere