Una vita da buttare

di Claudio Merini

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Che cosa strana la vita – quel misterioso organizzarsi di una logica implacabile per un futile obiettivo. Il massimo che potete sperarne è una certa conoscenza di voi stessi – cui arrivate troppo tardi – una messe di rimpianti inestinguibili.

(Cuore di tenebra, Joseph Conrad)

 

– Buonasera, dottore.

– Si accomodi.

Il paziente si toglie il soprabito e lo appende all’attaccapanni. Appoggia la borsa da ufficio per terra e si stende sulla chaise longue. L’analista intanto si è seduto sulla poltrona dietro la chaise longue. Prende il blocco degli appunti e la matita con cui è solito scrivere. Ha una passione particolare per l’odore della grafite. Continua a leggere

Una dichiarazione d’amore

di Claudio Merini

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Guardo il muro di rampicanti che circonda il giardino, al di là del vetro della porta-finestra. Le piante con la loro apparente imperturbabilità sempre mi consolano e leniscono il disagio d’essere uomo. Da diversi anni costituiscono il paesaggio mio e del paziente sdraiato sul “lettino” davanti a me. Contribuiscono alla cura dell’anima – ne sono convinto. Mettono in contatto con la parte antica del cervello, abituata a muoversi nel mondo vegetale. Continua a leggere

Conversazione aperta

di Claudio Merini

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Uno studio in penombra. Seduto in poltrona, accanto a una finestra, un uomo sulla settantina sfoglia una rivista di psicologia. In sottofondo si sente il canto degli uccelli al tramonto. Sul tavolino di fianco alla poltrona c’è un libro di poesie di Mario Luzi: “Dottrina dell’estremo principiante”. Qualcuno bussa alla porta.  Continua a leggere

Tortura cinese

di Claudio Merini

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Tanti a questo mondo apprendono soltanto ascoltando se stessi o almeno non sanno apprendere ascoltando gli altri.

(La coscienza di Zeno, Italo Svevo)

Da quanto tempo è che fa così? Secoli. Da quanti minuti mi bombarda? Trenta, solo trenta minuti e sono già tramortito. Ne mancano ancora quindici: un’eternità. Perché parla così forte? La sua voce è come un’onda d’urto. Una pausa, ti prego, fai una pausa! Hai paura di morire facendo una pausa? Hai paura che dica qualcosa che ti faccia perdere il controllo? Mi martella con le consonanti, mi assorda con le vocali. Mi sento come un pugile suonato che si appoggia alle corde del ring – lo schienale della mia poltrona – per non stramazzare a terra. La mente mi si appanna. Devo reagire. Continua a leggere