“Il disagio della civiltà” ai tempi del Coronavirus.

di Luigi Santoro

Freud, nel suo libro dal titolo “Il disagio della civiltà”, ci offre una visione psicoanalitica degli influssi da cui ha inizio lo sviluppo della civiltà e delle cause dalle quali si originano la scontentezza e il disagio che serpeggiano nella società. Continua a leggere

Il frastuono del silenzio

di Evelyn Di Santo

edward hopper il frastuono del silenzio immagine

Ciò che stiamo universalmente e democraticamente vivendo, nessuno ne è risparmiato, ha ricevuto dall’OMS come nome di battesimo Covid-19. In questi momenti ciò che è legato al piacere corre il rischio di scivolare in secondo piano, una sorta di ottundimento adombrato da preoccupazione, in un equilibrio sospeso tra la speranza e la paura. Continua a leggere

Lo spazio della relazione: dal reale al virtuale.

di Raffaella Antonucci

immagine Antonucci

 

Probabilmente nessuno  avrebbe potuto prevedere l’arrivo di una pandemia come quella che ha invaso il nostro mondo e le nostre vite nel giro di pochissimo tempo.

Una pandemia in cui il contatto con l’altro diventa pericoloso e potenzialmente letale. Bisogna stare a più di un metro di distanza dalle altre persone, indossare mascherine, stare a casa il più possibile per evitare di contagiare ed essere contagiati. Continua a leggere

Ho bussato alla mia porta e ho provato una gioia folle

di Laura Grignoli

porta

« Ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini proviene da una cosa sola: dal non saper restare tranquilli in una camera. Ho voluto scoprirne la ragione, ho scoperto che ce n’è una effettiva, che consiste nella infelicità naturale della nostra condizione, debole, mortale e così miserabile che nulla ci può consolare quando la consideriamo seriamente. Gli uomini, non avendo potuto guarire la morte, la miseria, l’ignoranza, hanno deciso di non pensarci per rendersi felici. L’unica cosa che ci consola dalle nostre miserie è il divertimento, e intanto questa è la maggiore tra le nostre miserie. »

(Blaise Pascal, I Pensieri)

 

In questo periodo di confinamento, detto impropriamente quarantena, sto sui social più che in altri momenti e a volte le battute sagaci mi fanno sorridere. Vogliamo essere vicini nel ridere delle stesse cose…per non piangere. Continua a leggere