La grande bellezza del cinema

di Donatello Giannino

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Il film crea una realtà percettiva propria, su uno schermo che si sovrappone alla realtà “naturale” dell’esperienza abituale, nascondendola e addirittura sospendendola temporaneamente (Petrella, 2009)

Vincitore agli ultimi Golden Globe come miglior film straniero, La Grande Bellezza (2013) di Paolo Sorrentino come un fiume in piena inonda lo spettatore di immagini, scene, frammenti di una esistenza effimera, fatua, ingannevole, amorale, vuota. Continua a leggere →

La donna dei colori parlanti

intervista  con Paola Volpe

di Salvatore Agresta

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Pescara centro. Un incrocio di piccole vie, molto suggestivo a quest’ora dalla sera. Ci sono lavori in corso, stanno chiudendo al traffico un’intera strada, abbelliscono. Suggestionato da recenti letture con Parigi come ambientazione, fantastico di essere nei dintorni di Les Halles, con quei riflessi di luce giallo-verdastri.   Continua a leggere →

La danza del segreto

di Simonetta Forcini

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“Ci sono momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati e non si sa più che fare. A questo punto comincia la danza” Pina Bausch

Il segreto è un elemento di informazione tenuto nascosto agli altri evitandone la comunicazione. Omettere di rivelare un contenuto, crea una zona d’ombra all’interno della psiche, di cui entra a far parte il segreto.  Continua a leggere →

Il metodo psicoanalitico

di Valentina D’Angelo

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“Tutto qui è cammino di un esaminante interrogante rispondere.
Ogni cammino corre sempre il rischio di diventare un erramento.
Il camminare per queste vie richiede che si sia esercitati alla marcia.
Ma l’esercizio richiede mestiere… ”
(da Lettera a un giovane studente di Martin Heidegger)

Dalla nascita della psicoanalisi sono ormai passati più di cento anni e possiamo affermare che essa sia stata ed è ancora uno dei più importanti, se non il più importante, sistema di pensiero che ha condizionato il clima culturale e filosofico del nostro secolo.  Continua a leggere →

Note sopra un possibile fondamento dell’etica

di Sergio De Risio e Chiara Cuomo

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Esistono, nel campo dei numerosi e spesso interessanti tentativi di trovare un terreno su cui fondare il principio dell’Etica, due prospettive apparentemente quasi incompatibili, che in realtà presentano spunti dai quali poter sperare una “convergenza” mirata, operazione che le trasforma entrambe ed il cui risultato potrebbe a sua volta costituire quel terreno di fondazione che stiamo cercando.  Continua a leggere →

Sull’autorevolezza dell’analista

di Paolo Migone

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Riporterò alcuni appunti sulla autorevolezza dell’analista che scrissi tempo fa, quando due colleghe di Roma (Marisa Malagoli Togliatti e Anna Cotugno) mi chiesero di collaborare a un libro sulla esperienza analitica vista “dall’altra parte”, cioè dai pazienti [Scrittori e psicoterapia. La creatività della relazione terapeutica. Roma: Moltemi, 1998]. Continua a leggere →

Al di là della finzione: il “c’è” del sembiante

di Sabrina Di Cioccio

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«La verità è godere a far sembiante e non ammettere in nessun caso che la realtà di ognuna di queste due metà predomini se non affermandosi come appartenente all’altra, ossia mentendo a getti alterni. Tale è il semi- detto della verità» (Lacan J., p.141, 1971).

In che modo trattare qualcosa del sembiante?

Sostando un po’, poco, su un titolo che solletica: Much ado about nothing.

Molto rumore per nulla, per un “no- thing” che nello slang elisabettiano allude al non- cosino delle donne, quel cosino da nulla da cui l’inganno, l’equivoco, la farsa: insomma, il gran rumore dei personaggi della scena che sembrerebbe avere a che fare con una verità di cui l’uomo non sa ridere, e in funzione della quale non riesce proprio ad affrancarsi da pene- adoes- inutili- about nothing (Fusini, 2009).  Continua a leggere →

Non è un paese per specchi

di Salvatore Agresta

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L’ingranaggio della nostra umana esistenza è refrattario a una cosa soltanto: l’unità.
Martin Buber

Guerre intestine

È possibile individuare nel bambino i segni di un’operazione precorritrice del pensiero? È pensabile che un feto possa cercare di liberarsi da sensazioni spiacevoli, ad esempio cambiamenti di pressione nel mezzo acquoso? Vi è cioè modo di ipotizzare qualcosa che, prima del trauma della nascita e indipendentemente dalla reverie materna, inauguri una forma di elaborazione pre-natale, un protopensiero? Continua a leggere →

Nostalgia: e come portati via si rimane.

di Andrea Ludovica Februo

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Quando ogni luce è spenta

E non vedo che i miei pensieri,

Un’Eva mi mette sugli occhi

La tela dei paradisi perduti

(Giuseppe Ungaretti)

L’esilio è, per eccellenza, la condizione del sentire nostalgico. Ma qual è il nostro esilio? Quali i paradisi perduti cantati da Ungaretti? Perché ci sentiamo “mancanti”, nostalgici, incompleti? Cos’è la “nostalgie d’un pays qu’ on ignore” di cui parla Baudelaire?  Continua a leggere →