di Laura Grignoli e Barbara Cipolla

I messaggi corrono su whatsapp…
Laura: –Ed ora? Come si fa ad animare i laboratori di arteterapia in questo periodo di confinamento?
Barbara: – Non si può uscire. I rapporti, perfino con il medico di base, si gestiscono con i messaggini. Le terapie individuali potremmo tenerle… chiedendo magari un certificato del tampone negativo, ma come si può rischiare di vedersi in gruppo e lavorare fianco a fianco, come ci si può scambiare il tubetto di colla o la scodellina dei colori? Ma se sospendiamo sine die vanificheremmo tutto quello che abbiamo fatto finora!
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Gli sudavano tremendamente le mani. Aspettava il paziente trepidante, con il nodo in gola mentre volgeva lo sguardo verso il campus dell’Università in cui aveva studiato. Le tende della finestra erano di uno strano materiale, acrilico o qualcosa di misto, che non gli consentiva di tamponare il sudore freddo causatogli da quel solito stato di ansia soffocante. A momenti barcollava, aveva giramenti di testa e il pensiero gli correva in avanti fino a fantasticare sul tipo di argomenti che avrebbe affrontato con quel povero ragazzo incontinente che avrebbe incontrato di lì a poco. 
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