Pulsione di morte e solitudine in Nymphomaniac di Lars von Trier (2013)

di Donatello Giannino

[…] Muoio perché m’avvento, perché voglio morire
perché voglio vivere nel fuoco, perché quest’aria di fuori
non è mia, ma il caldo respiro
che se m’accosto brucia e dora le mie labbra dal profondo.

Lascia, lascia che guardi, macchiato dall’amore,
arrossato il volto dalla tua vita purpurea,
lascia che guardi l’ultimo clamore delle tue viscere
dove muoio e rinunzio a vivere per sempre.

Voglio amore o la morte, voglio intero morire,
voglio essere te, il tuo sangue, questa lava ruggente
che irrigando racchiusa le belle membra estreme
sente così i leggiadri limiti della vita. […]

(V. Aleixandre, Unità in lei)

La scritta bianca sullo schermo indica l’inizio del film. Poi buio. Ci si chiede se non sia un errore. Oltre un minuto e mezzo di oscurità. Schermo nero. Silenzio. Poi il rumore dell’acqua piovana che goccia dopo goccia penetra l’udire dello spettatore. Un corpo di donna, steso, dolorante, sanguinante, solo.

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