Tortura cinese

di Claudio Merini

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Tanti a questo mondo apprendono soltanto ascoltando se stessi o almeno non sanno apprendere ascoltando gli altri.

(La coscienza di Zeno, Italo Svevo)

Da quanto tempo è che fa così? Secoli. Da quanti minuti mi bombarda? Trenta, solo trenta minuti e sono già tramortito. Ne mancano ancora quindici: un’eternità. Perché parla così forte? La sua voce è come un’onda d’urto. Una pausa, ti prego, fai una pausa! Hai paura di morire facendo una pausa? Hai paura che dica qualcosa che ti faccia perdere il controllo? Mi martella con le consonanti, mi assorda con le vocali. Mi sento come un pugile suonato che si appoggia alle corde del ring – lo schienale della mia poltrona – per non stramazzare a terra. La mente mi si appanna. Devo reagire. Continua a leggere

Il linguaggio dell’integrazione

di Giuseppe Altieri

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Il mio percorso formativo è di tipo integrato. Sono ormai 4 anni che studio svariati modelli psicoterapeutici, con le loro peculiari tecniche, le loro metodologie operative, i loro protocolli d’intervento e il loro linguaggio. Non è facile districarsi in questa Babele, spesso mi ritrovo confuso; ci sono modelli che addirittura sono antitetici tra loro, si escludono a vicenda. Continua a leggere

L’autoinganno del terapeuta

autoinganno-terapeuta“La verità non si può insegnare… il paradosso dei paradossi è che il contrario della verità è ugualmente vero”

Siddartha, Hermann Hesse.

Arriva una persona in studio; la accolgo, la faccio sedere ed inizio ad ascoltarla. Ho la mente sgombra, cerco di attuare la cosiddetta epoché; mi pongo con assoluto rispetto nei confronti di ciò che ella mi sta dicendo. Poi ad un tratto dice qualcosa che suscita in me un’associazione, mi sembra che quello di cui sta parlando lo abbia già sentito, ho l’impressione che il suo vissuto possa comprendersi e spiegarsi secondo delle dinamiche che qualcuno prima di me ha studiato e validato, utilizzando, più o meno, principi epistemologici che ne danno credibilità. Continua a leggere

Avversione e odio per l’esperienza emotiva

di Massimo Belisario

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L’emozione è l’elemento centrale di una terapia psicoanalitica, ed è il cuore pulsante della vita psichica di ognuno di noi. Ogni persona che riceviamo quotidianamente nella nostra attività di analisti ci chiede, indirettamente, di poter sentire o nuovamente sentire il movimento della vita in sé stessa. I vari quadri psicopatologici indicano il tipo di relazione che il soggetto intrattiene con il proprio mondo dell’emozione. Così l’ossessivo grave ci mostra la necessità di ridurre la sua vita emotiva al “minimo numero di giri” e per conseguire questo obiettivo si può avvalere di un uso smodato, eccessivo, del pensiero, che non viene quindi usato all’occorrenza, e del controllo. Il soggetto ha bisogno di rallentare la vita emotiva in lui, l’emozione non la può avvicinare più di tanto, la sente troppo incandescente, ed è per questo che generalmente ricorre alla psicoanalisi, per darsi una possibilità in alternativa a quel suo procedere emozionale.  Continua a leggere

Il silenzio nella vita e nella psicoanalisi

di Massimo Belisario

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Dare voce al silenzio significa aprire un contenitore con molte sfumature, esso non attiene solo alla semplice assenza di parola, alla comunicazione non verbale ma assume significati diversi in base al contesto di riferimento. L’arte, un particolare linguaggio espressivo, utilizza il silenzio. Nella poesia la punteggiatura porta il silenzio tra le parole, nella musica il simbolo della pausa segnala l’importanza del silenzio per la melodia musicale. Nell’arte figurativa il silenzio prevale, essa è esclusa dalla parola e dal suono. Continua a leggere

Il sistema che non va in crisi. Come affrontare i problemi della modernità con i metodi del ’29

Se i fatti non corrispondono alla teoria, la teoria è sbagliata.
G. Galilei

Se i fatti non si accordano con la teoria, tanto peggio per i fatti.
G. W. F. Hegel

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Il sistema economico è in crisi e con esso l’assetto stesso della nostra società: la società liberale, democratica, capitalistica, fondata sullo stato di diritto e tendenzialmente progressista. Dopo circa vent’anni dalla fine di un altro grande sistema economico, il socialismo reale, anche il capitalismo liberale vacilla. Una delle tante ragioni che hanno determinato questo fenomeno credo risieda nel fatto che questi grandi sistemi economici non riescono più ad interpretare, a spiegare e ad organizzare la realtà e quindi la vita degli uomini. La loro intrinseca staticità li ha portati a non cambiare con il passare degli anni ma piuttosto a perpetuarsi e in un certo senso a crogiolarsi nella convinzione di possedere la verità, di essere, ognuno per motivi diversi, l’unico sistema in grado di sopravvivere e funzionare correttamente.  Continua a leggere

Il “coso” clinico. Potere iatrogeno delle diagnosi facili

Primum non nocere (Giuramento di Ippocrate).
Medice, cura te ipsum (Luca, 4, 23).

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Sono nato in un piccolo paese della Basilicata dove, come in tutti i piccoli paesi italiani, gli abitanti erano, e probabilmente lo sono ancora, soliti attribuirsi dei soprannomi, sia riferiti alla famiglia di appartenenza che al singolo individuo. Tali “nomignoli” rappresentano spesso delle caratteristiche peculiari delle persone alle quali si riferiscono, caratteristiche che vengono amplificate più o meno consapevolmente dai soggetti stessi che le evidenziano, soprattutto quando sono considerate virtù, fino a farne una sorta di caricatura permanente. Caricatura che identifica quell’uomo o quella donna all’interno della comunità e che ne connota l’identità. Si viene così a creare un personaggio insomma, creazione alla quale concorre sia chi il soprannome l’ha inventato e, spesso, sia chi l’ha ricevuto, maggiormente se egli ne fa motivo di vanto.  Continua a leggere

Sulla necessità di attraversare la turbolenza emotiva per la crescita mentale

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La parola, ma anche i silenzi, in analisi diventa contenitore di mondi da esplorare, i termini che utilizza l’analizzando piuttosto che essere presi come qualcosa di già noto, vanno aperti, perché per quel soggetto possono stare ad indicare qualcosa di unico, di specifico e per la terapia di molto prezioso. La persona col procedere dell’analisi, si accorge che nella seduta niente viene dato per scontato e questo invito ad aprire forse porterà, col tempo, a quei piccoli cambiamenti catastrofici che sono così preziosi nell’analisi duale (e di gruppo) perché generano cambiamenti di prospettiva, una crescita sul piano del pensiero e della vita emotiva. Questo aprire, nel corso del tempo, manda in crisi un assetto interno che si può essere “istituzionalizzato”.   Continua a leggere

La relazione d’aiuto per mezzo di e-mail: un’esperienza di counseling online

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Una volta era la piazza il luogo privilegiato dove instaurare e coltivare relazioni interpersonali. Ora c’è internet. Anche qui si fanno amicizie, si trova il partner e si coltivano e consolidano rapporti che, senza l’ausilio del web, non si potrebbero mantenere e che sarebbero soggetti all’usura del tempo e ad un lento oblio. La rete è diventata, quindi, un luogo fondamentale dove incominciare, portare avanti e concludere rapporti. Rapporti che qualcuno definisce virtuali, fittizi.
Ma è proprio cosi? Ho deciso di scrivere questo articolo sulla relazione e le nuove tecnologie per cercare di stimolare una riflessione sulla pratica del counseling attraverso internet ed i suoi correlati (chat, e-mail, etc.) e individuare i punti di forza e di debolezza di tale tipo di supporto psicologico. Una riflessione che va allargata anche al tipo di relazione interpersonale che si può instaurare attraverso il mezzo telematico. Continua a leggere