La relazione d’aiuto per mezzo di e-mail: un’esperienza di counseling online

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Una volta era la piazza il luogo privilegiato dove instaurare e coltivare relazioni interpersonali. Ora c’è internet. Anche qui si fanno amicizie, si trova il partner e si coltivano e consolidano rapporti che, senza l’ausilio del web, non si potrebbero mantenere e che sarebbero soggetti all’usura del tempo e ad un lento oblio. La rete è diventata, quindi, un luogo fondamentale dove incominciare, portare avanti e concludere rapporti. Rapporti che qualcuno definisce virtuali, fittizi.
Ma è proprio cosi? Ho deciso di scrivere questo articolo sulla relazione e le nuove tecnologie per cercare di stimolare una riflessione sulla pratica del counseling attraverso internet ed i suoi correlati (chat, e-mail, etc.) e individuare i punti di forza e di debolezza di tale tipo di supporto psicologico. Una riflessione che va allargata anche al tipo di relazione interpersonale che si può instaurare attraverso il mezzo telematico. Continua a leggere

Il perpetuo principiante*

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Inizio a scrivere la mia tesi di specializzazione con uno stato d’animo ambiguo, quasi conflittuale. Sarà perché essa rappresenta la chiusura di un percorso, sarà perché era da tanto che aspettavo di iniziare a scriverla, sono allo stesso tempo dispiaciuto e contento. Penso: “Mi toccherà integrare queste emozioni e decidere il piano d’azione”. Già! L’integrazione è stata l’idea che mi ha accompagnato in tutti questi anni di scuola. Integrazione a più livelli: emozionale, comportamentale, concettuale-teorico. Non per niente mi accingo a specializzarmi in psicoterapia umanistica-integrata e mi rendo conto di quanto sia stato fortunato, lungimirante e oculato, quando nel lontano 2006 decisi di presentarmi alla selezione per la scuola quadriennale. Non ero sicuro della mia scelta e avevo paura di non riuscire a superare “l’esame” al quale avrei dovuto sottopormi. Continua a leggere

Di amore e di rivoluzione

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di Dana Vanni

L’amore, indagato in ogni sua manifestazione, visibile o invisibile, rimane un elemento indeterminato, ben nascosto nelle pieghe del corpo, per nulla riconducibile a tutti i processi ormai delineati e biologicamente individuati del nostro vivere quotidiano. Attraverso l’utilizzo di valide metafore, l’amore è riuscito a confrontarsi efficacemente con la fame, la sete, la pulsione, la necessità, e con qualunque tematica che presupponga una ricerca. Ricerca, appunto, che indica il cercare di nuovo, macchiandosi di quella urgenza che è riservata alle inchieste cui sono sottoposti quegli oggetti che sono andati perduti. Continua a leggere

Il gioco della coppia

di Irene Giancristofaro

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“Il gioco della coppia” è uno spettacolo di prosa di Eugène Ionesco che, nella stagione teatrale 2013-14 del Fenaroli di Lanciano, è andato in scena con la regia di Sergio Di Paola.
Eugène Ionesco, scrittore e drammaturgo di origini romene vissuto durante il secolo scorso, è stato uno dei fondatori del teatro dell’assurdo o teatro della derisione. Continua a leggere

Antiche e nuove prospettive in psicologia

di Roberto Filippini

Dedicato agli amici, di tutte le razze, di tutte le appartenenze, di tutte le identità

1. Dove entra in scena chi balla col lupo

Quando ero bambino – frequentavo le elementari – ci portarono a vedere un film, qualcosa come “Pierino e il lupo”. Non ricordo bene la trama, ma a un certo punto doveva esserci il nonno al posto del cacciatore. Continua a leggere

Una cronaca mancata

di Giuseppe Bontempo

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Oh, Kitty ! come sarebbe bello entrare nella Casa dello Specchio !
Sono sicura che ci sono delle cose meravigliose !
Facciamo finta che ci sia un modo per entrare,
Facciamo finta che il vetro sia diventato morbido come nebbia,
e che possiamo passare dall’altra parte.
Ecco, guarda: sta diventando una specie di brina.
Proprio in questo momento, te lo dico io !
Andare di là sarà facilissimo…

( Carroll L . Attraverso Lo Specchio e quel che Alice vi trovò )

E’ singolare trovarsi a riflettere sulla presenza di Impronte nel panorama della Psicologia in questi anni, ha superato l’età critica del cammino incerto dell’Editoria minore, l’abbiamo sostenuta con cura e dovizia di particolari e molti ci hanno accompagnato in questo progetto ma tante voci sono rimaste assenti e silenti a guardarla crescere con interesse o con indifferenza, manca all’appello molta ‘psicologia eclettica’ dell’area umanistica, tarda una condivisione più ampia delle innumerevoli esperienze e domina ancora l’insicurezza e la diffidenza a socializzare il fare e pensare in Psicologia.  Continua a leggere