Editoriale

di Giustino Galliani

Quando mi è stata “imposta” la direzione della rivista che vado a presentarvi ho avvertito in me qualcosa di nuovo che mai avevo registrato in precedenza, se non sotto forma di sfuggevole percezione. Ho registrato cioè di poter condividere dei bisogni con colleghi di estrazione formativa diversa dalla mia. In verità non avevo mai operato con determinazione in questa direzione perché mi sembravano mancare i presupposti minimi per un’autentica condivisione fondata sul rigore e Ia curiosità per l’altro e per gli strumenti del suo indirizzo scientifico. Non secondaria era la percezione di quanti conflitti e difficoltà si sperimentassero anche con colleghi della stessa area di appartenenza. Tutto ciò mi rendeva scettico sulla possibilità di impiantare qualcosa di significativo e duraturo. L’aver investito, anche con altri colleghi, per vent’anni, tempo ed energie al fine di diffondere e impiantare la psicoanalisi nella terra d’Abruzzo, che peraltro aveva in passato fornito a questa disciplina un cultore come Levi Bianchini e un padre fondatore come Nicola Perrotti, non aveva peraltro garantito il consolidarsi di una istituzione in grado di contenere il presente e progettare il futuro. Forse non si teneva in adeguata considerazione Ia “bestia umana”.
Ciò che avevo riconosciuto in precedenza era che altri colleghi, forse in forma meno maniacale di me, avevano dato contributi significativi, ciascuno nel proprio campo specifico, allo sviluppo della psicologia in Abruzzo. Ciò mi ha portato ad ipotizzare che la mia idea, totalizzante se vogliamo, di un Abruzzo psicoanalitico, non contemplava una realtà che si era sviluppata a prescindere da me, utilizzando Ie varie partiture che costituiscono lo spartito delle conoscenze psicologiche. Certamente il riconoscimento del limite della mia idea maniacale mi ha permesso oggi di apprezzare e condividere da subito la proposta “impostami” dall’amico Paolo Notarfranchi. Forse perché i presupposti su cui si fonda la rivista contengono elementi marcati di maniacalità (utopie) che rilanciano Ie mie? Questi dubbi ci sono e vanno coltivati, ma la scommessa è cosi allettante che non posso esimermi dall’andare a verificarla. Vedremo.
Le coordinate su cui si fonda la rivista sono le seguenti: contenitore, storie, qualità. La rivista vuole essere un contenitore che storicizzi e dia forma alle qualità differenziate espresse dalle colleghe e dai colleghi abruzzesi nel campo degli studi psicologici. Delle tre coordinate solo quella storica è certa.
La storia delle persone si svolge nel tempo producendo, favorendo o risolvendo conflitti, ma solo a posteriori possiamo individuarla, pensarla e riconoscerla o meno un valore. Valore e riconoscenza sono la bussola che vogliamo utilizzare per ricercare queste qualità di spessore umano, culturale e scientifico che tracciano i lineamenti e danno l’impronta del nostro essere nel campo di cui ci occupiamo. Certamente la ricerca della qualità è in odore di arbitrio, perché anche un buono scassinatore sarà ritenuto di qualità nel campo in cui opera. L’importante è chiarire che, nel nostro caso, la qualità che cerchiamo è quella che ci permette di definire i vertici di osservazione che caratterizzano i vari orientamenti di pensiero scientifico nel nostro campo.
Nella nostra redazione abbiamo incluso dei giovani (per quello che si intende essere giovani nella nostra professione) o meglio dei professionisti meno esperti, che ci hanno emotivamente comunicato potenzialità di ascolto e di curiosità. Speriamo di aver fatto un buon investimento. La possibilità che la rivista sia il contenitore delle storie, delle qualità e delle differenze, è Ia più incerta di tutte le coordinate ma è anche quella per la cui costruzione ci siamo ritrovati.
L’ipotesi su cui si fonda la rivista è di per sé ambiziosa, in una categoria, quale è la nostra, in cui i narcisismi hanno sovente caratteri negativi. Ma ci sono anche narcisismi positivi che si assumono l’onere e l’onore di questa operazione che molti potrebbero non condividere per vari motivi. Noi ci rivolgiamo a coloro che sentitamente hanno il bisogno di investire nel progetto proposto. Il polso della situazione si è mostrato più che promettente, se valutiamo lo slancio di sentita partecipazione e condivisione con cui hanno aderito al progetto Ie colleghe e i colleghi che, per Ia loro storia e comprovata esperienza, sono stati scelti per curare Ie “Sezioni”, le “Frontiere”, Ie “Applicazioni”, Ie “Storie-Interviste”, “l’Editoria di autori abruzzesi”.
Ogni area ha il suo redattore responsabile: la dott.ssa Maria Orlandi Scati per Ia psicoanalisi; il dott. Roberto Filippini per l’archetipa; Ia dott.ssa Gabriella Marulli per Ia relazionale; il dott. Giuseppe Bontempo per l’area umanistica; il dott. Pietropaolo Notarfranchi per la sezione “ai confini della psiche”; per l’area cognitiva e comportamentale purtroppo non siamo ancora riusciti ad individuare un responsabile. Per le “applicazioni”, essendo vari e articolati i campi di applicazione della psicologia, abbiamo ritenuto opportuno, di volta in volta, affidare l’incarico di redattore al collega più specificatamente competente nel campo dello sport, della scuola, del lavoro, ecc. ecc. Nel 1° numero ci occuperemo dello Sport che sarà trattato dal dott. Ferdinando Consorte; nei numeri 2, 3, 4 e 5 dedicati alla psicologia scolastica e all’arteterapia, la responsabile sarà la dott.ssa Laura Grignoli. II dott. Salvatore Agresta curerà Ie storie, le interviste e l’editoria psicologica abruzzese. Quest’area si occuperà degli aspetti più squisitamente umani e professionali delle colleghe e dei colleghi che in vario modo hanno contribuito allo sviluppo della psicologia in Abruzzo. Il compito più arduo, quello di redattore capo, è stato affidato al dott. Claudio Merini che ci è sembrato essere tra noi, nel campo editoriale, il più competente. Il nostro efficiente addetto stampa è la dott.ssa Chiara Sorgi.
II primo numero di Impronte vuoIe essere di presentazione. Dal numero successivo saranno scelti, per ogni sezione, temi monografici che saranno affrontati dalle varie angolazioni dei diversi e differenziati vertici di osservazione. Per il prossimo numero è stato scelto il tema: “Il corpo e la mente”, seguiranno “Il tempo nell’adolescenza”, “L’arte della psicologia e la psicologia dell’arte”, “La coscienza e i suoi stati”. Le colleghe e i colleghi che vorranno proporre loro contributi dovranno rivolgersi direttamente ai redattori di pertinenza del loro indirizzo scientifico. Le critiche rivolgetele direttamente al direttore. Per questa avventura che nessuno mi ha “imposto” ma che ho “liberamente scelto” penso di essere in buona compagnia. II mio auspicio è che lungo la strada che ci accingiamo a percorrere, la buona compagnia sia sempre più nutrita e competente.

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...